CONSIGLI

 

 

 

Ritengo che il successo nell'allevamento dei canarini dipenda dal benessere che riusciamo a garantire loro, nella scrupolosa attenzione all'alimentazione, al locale d'allevamento, alla prevenzione delle malattie più comuni e alla cura dei dettagli che fanno la differenza tra un allevatore di serie A e uno di serie B.

L'allevamento dei Fringillidi dovrebbe ricalcare i “ritmi stagionali” non solo nel fotoperiodo, ma anche nella cura di un'alimentazione che varia in maniera parallela alla riproduzione artificiale delle stagioni; la stessa attenzione deve essere rivolta anche alla temperatura che deve variare in maniera consensuale al fotoperiodo e all'alimentazione.

L'ALIMENTAZIONE

L'alimentazione deve essere assolutamente equilibrata nei suoi costituenti essenziali: carboidrati, grassi, proteine, vitamine e sali minerali. Un'alimentazione a base di soli semi è assolutamente insufficiente e responsabile sempre di fatti carenziali che predispongono a patologie diverse. Oltre alla classica miscela di semi, ai canarini deve  essere  somministrato  del  pastone  secco o morbido  a  seconda  della stagione,  della  fase  d'allevamento o di particolari  condizioni patologiche.

L'alimentazione a base di semi e pastone va integrata anche con vegetali quali verdure e frutta da fornire un paio di volte la settimana. Inoltre, io uso anche aggiungere 3 ml di aceto di vino bianco per ogni litro d'acqua da bere. Questo semplice ed economico accorgimento è molto utile per tenere basso il pH gastroenterico e creare un microambiente digestivo inospitale ad alcuni comuni patogeni tra cui batteri e funghi come il Macrorabdus ornithogaster, agente eziologico della proventricolite fungina.

Nel corso della vita dei canarini, si susseguono ciclicamente sempre le stesse fasi (pre-riproduzione, riproduzione, svezzamento, muta, svernamento, gare) per ciascuna di esse è opportuno fornire un'alimentazione specifica   e   bisogna   anche  considerare   che   nella   fase  della “riproduzione”,   esistono  anche  delle sottofasi (accoppiamento,  posa  delle  uova, cova,  primi   dieci   giorni   di   vita  e  così via),   in   cui   è opportuno   fornire   dei  supplementi   e  degli  integratori  alimentari.

Da evitare:

  • alimenti somministrati singolarmente quali pane assoluto o farina di mais assoluta

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IL LOCALE D'ALLEVAMENTO

Il locale d'allevamento dovrebbe essere di dimensioni adeguate al numero di canarini allevati. L'ideale è che ci siano almeno due finestre una di fronte all'altra oppure una finestra di fronte alla porta per favorire il ricambio d'aria.

In mancanza di luce naturale quella artificiale può sopperire a questa mancanza con l'aiuto di un temporizzatore alba/tramonto. Le pareti e il pavimento dovrebbero essere lavabili e non dovrebbe mancare un lavandino. In una gabbia da 55-60 cm di lunghezza non ci dovrebbero essere più di 2-3 canarini a seconda della razza, in una gabbia da 120 cm 12-15 canarini e in una gabbia da 90 cm 10-12 canarini. Tra una gabbia e l'altra ci dovrebbe essere una distanza di almeno 5 cm di distanza sia lateralmente che in alto e in basso. Sui fondi delle gabbie ci deve essere una griglia separatrice per evitare il contatto diretto con le feci; i posatoi devono essere 2 nelle gabbie da 55 cm e 4 in quelle da 90 e 120 cm. I posatoi devono essere puliti e disinfettati ogni 1-2 mesi. Il numero di mangiatoie deve essere adeguato al numero di uccelli per gabbia e dovrebbero essere puliti almeno ogni mese. I beverini devono essere puliti ad ogni ricambio d'acqua e disinfettati 1-2 volte al mese.

 

PREVENZIONE DELLE MALATTIE

La prevenzione delle malattie più comuni consiste nella pulizia di griglie e fondi almeno settimanalmente, dovrebbero essere trattati contro gli acari e vaccinati contro il vaiolo. L'esame delle feci dovrebbe essere fatto almeno 3-4 volte l'anno; sempre al ritorno dalle esposizioni, prima degli accoppiamenti e ai novelli a partire dai 55-60 giorni d'età. Le mostre ornitologiche rappresentano un pericolo per l'alto rischio di contagio di malattie infettive e diffusive non solo di natura batterica-virale, ma anche parassitaria.  Gli  uccelli   risultano più   sensibili   per   via  dello stress indotto dal viaggio,   nuovo   ambiente,   nuova    alimentazione, “vicini” di  gabbia,   ecc. La   quarantena   al     ritorno     dalle    mostre   e    per    i     nuovi    acquisti  è fondamentale e puntualmente non osservata dalla maggior parte degli allevatori.

Nota Bene : molti problemi sono dovuti alle eccessive “attenzioni” dell'allevatore (iatrogenie). Tra queste la somministrazione di integratori non adatti ai canarini come ad esempio il latte o il grit insolubile o la somministrazione di farmaci non idonei per molecola, dose e tempi. Le iatrogenie costituiscono cause frequenti di patologie, morti o in generale calo delle performances d'allevamento

 

INTEGRAZIONE

Un errore relativamente comune consiste nella somministrazione di soli semi e acqua. Le esigenze dei canarini variano in funzione della fase dell'allevamento; per questo motivo è necessario fornire integratori che aumentino la percentuale di determinati nutrienti fino al livello minimo sufficiente. I supplementi, invece, sostituiscono dal punto di vista nutrizionale quegli alimenti che gli uccelli selvatici trovano in natura.

L'integratore di "vitamine" deve essere preferibilmente in polvere da aggiungere al pastone e non all'acqua; l'uovo sodo invece rappresenta un supplemento che sostituisce cibi parimenti ricchi di proteine di alto valore biologico (ad esempio insetti). Semi, pastone, verdure e frutta costituiscono la base dell'alimentazione per i fringillidi in allevamento.

Tra gli integratori ricordo anche l'importanaza di sali minerali in polvere (non grit), l'osso di seppia o blocchi minerali.

Anche i semi germinati possono essere considerati degli ottimi integratori/supplementi in virtù dell'alta biodisponibilità dei nutrienti in essi contenuti. Tuttavia occorre prestare moltissima attenzione alla preparazione dei semi germinati perchè molto delicati e sensibili allo sviluppo di muffe.

IL TRASPORTO

Durante il trasporto degli uccelli d'affezione è necessario rispettare alcune semplici regole utili a preservarne la salute (fisica e mentale); a tale scopo bisogna soddisfare le esigenze di questi animali:

  • utilizzare trasportini perfettamente igenizzabili, preferibilmente in plastica
  • fornire cibo e acqua adeguati alla specie e in quantità sufficiente alla durata del viaggio
  • alloggiarli in condizioni di penombra per evitare eccessivi movimenti potenzialmente pericolosi
  • essere provvisti di posatoi di diametro adeguato alla specie
  • evitare il sovraffollamento e alloggiare, per ogni trasportino, un numero adeguato di uccelli tale da consentire loro di appollaiarsi contempoaneamente sul posatoio senza toccarsi l'un l'altro
  • evitare di trasportare specie di uccelli diverse nello stesso trasportino
  • la durata del viaggio deve essere la più breve possibile
  • se si viaggia nelle ore diurne, effettuare almeno una sosta di 30 minuti ogni 3 ore di viaggio per consentire il riposo e l'approvigionamento di cibo e acqua agli uccelli
  • evitare di coprire i lati trasparenti dei trasportini e garantire punti di aerazione efficienti
  • evitare di accatastare i trasportini nel bagagliaio dell'auto l'uno sull'altro, in bilico o comunque instabili.
  • munirsi sempre di "un'autocertificazione di trasporto" da esibire a testimonianza del rispetto del benessere animale

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