FANTAINTEGRAZIONE

 

 

LA “FANTAINTEGRAZIONE”: il latte e il grit (e il carbone vegetale)

Per hobby e per professione ho la possibilità di visitare moltissimi allevamenti di canarini. In molti, non in tutti per fortuna, valgono regole strane circa la conduzione alimentare soprattutto in merito all'uso di integratori alimentari o di alimenti particolari come ad esempio il latte e il grit .

IL LATTE

In un articolo apparso su un recente numero di Italia Ornitologica l'Autore chiamava in causa un Collega Veterinario, contestandolo perchè avrebbe sconsigliato l'uso del latte come alimento per i canarini. A tal proposito vorrei esprimere la mia opinione di addetto ai lavori dicendo che condivido l'opinione del veterinario perché il latte, come noto, è un alimento che mal si addice agli uccelli, non per inadeguatezza del suo apporto proteico, ma per inadeguatezza del suo apporto glucidico. In parole povere il latte non va bene come alimento per gli uccelli perché contiene lattosio e, a tal riguardo si conoscono numerosissimi “elementi scientificamente validi”. Tra questi ci sono contributi sia stranieri che italiani come ad esempio quelli di Dorrestein & Kummerfield, Black, Conzo, solo per citarne alcuni, più numerosi siti internet curati da Veterinari che fondano le loro asserzioni su studi scientificamente molto più validi di quelli proposti da certi profeti allevatori che si fondano esclusivamente su osservazioni empiriche.

Tornando al latte, il suo problema risiede nel suo zucchero specifico, cioè il lattosio. Il lattosio è un disaccaride, una molecola costituita dall'unione di due monosaccaridi, il glucosio e il galattosio. Per digerire il lattosio occorre un enzima (lattasi) che gli uccelli non hanno e che serve a dividere i due monosaccaridi (glucosio e galattosio) in modo da renderli singolarmente assorbibili dall'intestino. Il disaccaride lattosio così com'è, cioè per intero, non può essere assorbito nemmeno dai mammiferi, tanto è vero che questi naturali consumatori di tale alimento, sono stati forniti dalla natura dell'enzima necessario a dividere tale molecola. A questo si aggiunga che il latte è l'alimento che la natura ha previsto di far consumare ai mammiferi neonati fino allo svezzamento, tanto è vero che molti mammiferi, non solo umani, una volta svezzati diventano incapaci di digerire il latte proprio perché dopo lo svezzamento la produzione di questo enzima cala naturalmente. E' dimostrato e riportato in bibliografia che il 10% delle popolazioni caucasiche sono intolleranti al lattosio, il 50% delle popolazioni nere e ben il 90% di quelle asiatiche. Per quanto riguarda gli uccelli, a suffragio scientifico di quanto affermo, esperimenti condotti sui polli hanno dimostrato che una dieta contenente il 10% di galattosio è tossica e provoca segni neurologici caratterizzati da convulsioni; una quantità del 50% provoca insufficienza renale, convulsioni e morte.

Glucosio e fruttosio sono i principali zuccheri circolanti nel sangue degli uccelli, anche il ribosio è parimenti importante e rientra nella sintesi degli acidi nucleici (DNA e RNA) oltre ad essere un costituente della vitamina B 2 (riboflavina).

Per quanto riguarda la quota proteica del latte, il lattosio non c'entra niente essendo, questo, un carboidrato; infatti, la proteina del latte, ovvero la caseina può essere utilizzata, consapevoli però, che una cattiva conservazione può determinare pericolose contaminazioni. Per conservazione non si intende solo la cura che l'allevatore ripone nel magazzinare la propria caseina, ma si intende anche la conservazione nei depositi prima che venga venduta (ciò che noi allevatori non sapremo mai!).

Per tutti questi motivi la migliore fonte di proteine animali per i canarini rimane l'uovo sodo cotto in acqua bollente per non meno di 20 minuti.

Per quanto riguarda il piumaggio, questo è costituito da cheratina, una proteina costituita per il 20% da aminoacidi solforati, metionina e cisteina; questi aminoacidi si trovano in buona quantità nell'uovo, un alimento ottimo per l'allevamento dei canarini, sicuramente molto meglio del latte. L'apporto di tali aminoacidi dovrebbe essere curato con attenzione soprattutto per i nidiacei nella fase di formazione del piumaggio e per tutti, novelli e adulti, durante la muta. La metionina svolge anche una funzione protettiva nei confronti del fegato.

Per quanto riguarda il colore del piumaggio, invece, l'alimentazione non è l'unico fattore condizionante, infatti, i colori delle penne sono determinati da pigmenti e da interferenze della luce con la struttura della penna stessa. I pigmenti riscontrati sono: melanina, carotenoidi, xantofille e porfirine. Tra questi, i pigmenti più importanti per i canarini sono i carotenoidi, prodotti da vegetali e assunti con il cibo. I carotenoidi si trovano in globuli di grasso all'interno delle penne, determinano la colorazione giallo brillante, arancio e rossa. Alla luce di queste considerazioni si capisce che il nutriente principale per la colorazione dei canarini è rappresentato dai lipidi (soprattutto acido linoleico), oltre ai carotenoidi.

Diverso è il discorso per i derivati del latte, yogurt e formaggio, questi, infatti, non sono un problema perché non contengono lattosio; nello yogurt il lattosio è trasformato in acido lattico (lattato), mentre nel formaggio è stato eliminato con il siero.

Purtroppo non sono d'accordo con l'Autore dell'articolo di cui sopra e non ritengo, come dimostrato, che il latte sia utile per una saggia alimentazione; inoltre, gli effetti di un'alimentazione carente o sbilanciata come quella del classico cardellino o canarino allevato senza velleità riproduttive, ma solo per i colori o il canto, possono manifestarsi anche a distanza di anni. Il fatto che alcuni di questi uccelli sopravvivano per qualche anno anche con questa alimentazione, non vuol dire che sia un'alimentazione adeguata.

IL GRIT

Il grit è un altro costituente della “fantaintegrazione”. Esistono due tipi di grit, solubile e insolubile; il primo rappresenta una buona fonte di sali minerali, il secondo invece, una volta ingerito non solo non cede i suoi benefici costituenti minerali ma, sedimentando all'interno del proventricolo o del ventricolo, può causare degli insulti meccanici irritanti per la mucosa di questi organi ed anche delle pericolose ostruzioni, parziali o totali, causa di morte nei canarini.

L'utilizzo del grit insolubile nasce dall'abitudine di certe specie di uccelli di ingerire piccole pietruzze; uno studio pubblicato già nel 1996 descrive come polli, piccioni e simili, becchettino e deglutiscano alimenti basandosi più sulla loro granulometria, senza curarsi ad esempio, di sgusciare i semi. In questi uccelli sono stati rinvenuti, oltre al solito grit, anche elementi privi di qualsiasi apporto nutrizionale, come frammenti di metallo, piccoli pezzi di plastica o addirittura di vetro. Questo lascia ben intendere la scarsa attenzione che alcune specie aviari ripongono nella selezione di ciò che ingeriscono. Il fatto che certi uccelli ingeriscano il grit per agevolare la triturazione del cibo nel ventricolo non vuol dire che tutti gli uccelli ne abbiano bisogno, infatti i canarini, come tutti i Fringillidi , sgusciano i semi prima di ingerirli e questo è sufficiente a renderli aggredibili dai succhi gastrici. Per questo motivo non hanno bisogno del grit come aiuto nella triturazione delle ingesta.

I canarini non traggono nessun beneficio dall'ingestione di grit insolubile e, al contrario, questo può minare la salute degli uccelli favorendo la costipazione del gozzo, del proventricolo o del ventricolo fino anche alla morte. Nell'aprile 2007 un allevatore di canarini di colore mi riferì, per un'autopsia, una canarina morta nel suo allevamento dopo alcuni giorni di sofferenza. Nei pochi giorni antecedenti la morte la canarina appariva abulica, depressa, dapprima iporessica, poi anoressica, oltre a mostrare i classici segni aspecifici di malessere generale come il classico piumaggio opaco e scostato dal corpo (canarino “impallato”). In pochi giorni la canarina dimagrì e morì.

Nel corso dell'autopsia, all'apertura del ventricolo si palesò la più probabile causa di morte, infatti, uno dei sassolini di grit presenti nell'organo ostruiva la valvola che segna il passaggio tra il ventricolo e l'intestino (vedi foto).

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CARBONE VEGETALE

Un altro elemento fantaintegrativo è il carbone vegetale, questo si trova spesso mescolato al grit, ma la sua funzione in canarini sani è nulla. Il carbone vegetale, infatti, ha un potere adsorbente e viene utilizzato in caso di ingestione di sostanze tossiche per impedirne l'assorbimento. Il carbone vegetale, però, adsorbe anche alcune sostanze non tossiche come le vitamine A, B 2 e K e ne impedisce l'utilizzo da parte degli uccelli. Per questo motivo, se non ci si trova di fronte ad una situazione di intossicazione, il carbone vegetale è meglio non darlo.

Per concludere la difesa della categoria medico-veterinaria alla quale ho l'onore di appartenere, vorrei segnalare anche l'esistenza di certi allevatori sedicenti esperti, sicuramente ottimi oratori, che dispensano terapie a base di antibiotici per curare presunte affezioni che alla fine non sono risultate nemmeno essere di natura batterica. Altri utilizzano strane misture di dubbia composizione che, somministrate nell'acqua di bevanda, vaccinerebbero, a loro dire, i canarini contro il vaiolo; altri ancora, invece, comperano dall'estero delle compressine a base di una miscela di vari antibiotici e cortisonici da somministrare all'occorrenza, qualunque sia la causa di malessere. Il risultato di tanto azzardo contribuisce a generare fenomeni di antibioticoresistenza e indebolisce interi allevamenti già di per se provati dalla malattia.

Ad ognuno il suo mestiere, forse non tutti i veterinari si intenderanno di canarini, ma sicuramente gli allevatori che si improvvisano veterinari sono molto più pericolosi

 

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